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Ciclone Idai

Sono sempre di più gli aiuti internazionali che giungono in Mozambico dopo il passaggio del Ciclone Idai. Il team di esperti della Croce Rossa Svizzera è incaricato di coordinare in modo efficace la distribuzione dei beni di soccorso in arrivo a Beira. Sono circa 400 000 le persone che necessitano urgentemente di aiuti.

La CRS necessita di donazioni per potere prestare aiuti di emergenza dopo il passaggio del ciclone. . Il vostro aiuto è importante, sono donazioni a sostegno di persone che necessitano di aiuto immediato. Grazie di cuore!

Fatti e cifre

1,8 milioni di persone

1,8 milioni di persone

La zona della catastrofe si estende per centinaia di chilometri, per un totale di 1,8 milioni di persone colpite.

40 tonnellate

40 tonnellate

Lunedì un aereo cargo Airbus ha consegnato a Maputo più di 40 tonnellate di materiale e beni di soccorso della CRS e di aiuti umanitari della DSC.

150 000 pazienti

150 000 pazienti

La Croce Rossa sta costruendo un ospedale da campo dove potranno essere curati fino a 150 000 pazienti.

Rischio epidemie – la CRS potenzia gli aiuti in Mozambico

Dopo il passaggio del ciclone Idai, sugli abitanti dell’Africa sud-orientale pende la minaccia della diffusione di epidemie. I primi casi di colera sono già stati confermati. La CRS potenzia gli aiuti di emergenza inviando in Mozambico un altro specialista sanitario.

A due settimane dal passaggio del ciclone Idai, che ha provocato danni immani in Mozambico, Malawi e Zimbabwe, le zone colpite versano ancora in una situazione di emergenza. Sono almeno mezzo milione le persone che hanno perso la propria casa, decine di migliaia di sfollati vivono in alloggi di emergenza. La zona della catastrofe si estende per centinaia di chilometri, per un totale di 1,8 milioni di persone colpite. Gli aiuti internazionali incontrano enormi problemi, tanto più che molte zone non sono ancora accessibili.

Le inondazioni dei giorni passati e le condizioni igieniche precarie favoriscono la diffusione di pericolose epidemie di colera e malaria. In Mozambico sono già stati confermati i primi casi di colera. Per contrastare la diffusione dell’epidemia, sul posto è presente un team di specialisti della Croce Rossa che garantisce la distribuzione di acqua potabile e la costruzione di impianti sanitari, mentre un altro team si occupa di curare i malati di colera. Il team forma inoltre volontari della Croce Rossa locale che identificano i malati e distribuiscono loro acqua potabile e soluzioni saline reidratanti, oltre a sensibilizzare la popolazione locale in materia di igiene. Fa parte di questo team anche il medico svizzero Reto Eberhard, che venerdì 29 marzo è partito alla volta del Mozambico per conto della Croce Rossa Svizzera (CRS). Commenta così:

In un Paese povero come il Mozambico si registravano casi di colera anche prima del ciclone, ma il tasso di incidenza era trascurabile. Tuttavia le inondazioni delle scorse settimane hanno contaminato l’acqua potabile con conseguenze che toccano tutta la popolazione. C’è un alto rischio che si scateni un’epidemia.

Reto Eberhard